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Nel 2020 sarà un italiano su due a ricevere la diagnosi di malattia cardiovascolare e sempre meno sa

Apr 6, 2017
3 min read

cuore

La fine di un incubo.

Alex è un ragazzo che all’età di 32 anni viene diagnosticato il diabete di tipo 2.

All’età di 33, un giorno comincia ad avere un forte dolore al petto e deve essere operato per mettere uno stent. Dal 2014 al 2010 Alex viene sottoposto a 10 operazioni chirurgiche, 6 operazioni sono per mettere stent, 4 per fare l’angioplastica. Infine, decidano di mettergli un CABG o bypass dicendogli che alla prossima ricaduta non ci sarebbe stato più niente da fare.

Un giorno però, viene a conoscenza di un libro del Dott. Esselstyn “Prevent and Reverse Hearth Desease” che altro non è che un libro di cucina scritto per persone che vogliono cambiare lo stile di vita per migliorare il loro stato si salute. Dopo la lettura di libro e la conoscenza con il Dott. Esselstyn nell’arco di qualche anno Alex perde 30 kili, non ha più diabete, dolori improvvisi al petto, non prende più farmaci sennon una piccola dose di colesterolo.

Quindi la domanda che sorge è: siamo sicuri che gli interventi siano sufficienti per aiutare le persone? Dove stiamo andando oggi con la cardiologia? Stiamo davvero aiutando le persone a migliorare la loro vita con queste operazioni oppure c’è bisogno di chiedere, offrire e fare di più per i malati?



In un articolo pubblicato da Massimo Volpe, professore presso il Dipartimento di Cardiologia dell’ospedale Sant’Andrea di Roma e all’Università La Sapienza – il Prof. scrive che dall’ Organizzazione mondiale della sanità, “si prevede che il numero di persone ad alto rischio di morte per malattia cardiovascolare duplicherà. Oggi un italiano su 10 muore di malattie cardiovascolari, nel 2020, saranno 600 milioni le persone malate”.

Questo significa che siamo davanti ad un dato allarmante, saranno la metà degli italiani a soffrire di malattie cardio-vascolari.


Quali sono I fattori di rischio modificabili?

Il fumo: la nicotina accellera il battito cardiaco, il monossido di carbonio diminuisce l’ossigeno presente nel sangue e quindi lo sviluppo di ateroscelorsi.

Pressione arteriosa: una pressione arteriosa elevata richiede al cuore a un superlavoro e accellera la formazione di aterosclerosi nelle pareti delle arterie.

Colesterolemia totale: quando il colesterolo è presente a livelli troppo alti nl sangue, si alza il rischio che si depositi nelle pareti delle arterie.

HDL- colesterolemia: le HDL sono lipoproteine che trasportano il colesterolo in eccesso dai tessuti al fegato dove viene eliminato; minore è la loro quantità, maggiore è il rischio cardiovascolare.

Diabete: il diabete, se non correttamente controllato, favorisce l’aterosclerosi, incrementando il rischio cardiovascolare.



  • Smettendo di fumare,

  • Seguendo una sana alimentazione

  • Svolgendo attività fisica. L’esercizio fisico regolare rafforza il cuore e migliora la circolazione del sangue. Non è necessario fare sport o svolgere attività particolarmente faticose: è sufficiente camminare per 30 minuti al giorno e, se possibile, salire le scale a piedi.

  • Controllando il peso.

La nostra attività ci insegna che aiutare le persone a cambiare stile di vita è fondamentale per il successo della cura e per la prevenzione della malattia. Persone opertate di angioplastica, persone che soffrivano di diabete, sono felici e non più dipendenti da quei farmaci che tenevano loro in uno stato di salute meramente accettabile. Per migliorare la qualità della vita basta poco, l’importante è farsi aiutare in questo cambiamento che non è facile.


 
 
 

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